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Gravidanza: la vitamina D nella dieta, perché è importante?

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Recentemente l'interesse per la vitamina D è cresciuto, grazie anche a numerosi studi che ne confermano l'importanza soprattutto riguardo la prevenzione di alcune malattie sia scheletriche che non, quali diabete, malattie cardiovascolari, alcuni tumori e disturbi di salute mentale. Sembra inoltre che la carenza di questo prezioso elemento influisca notevolmente sull'efficienza dell'apparto osseo sia nella donna in gravidanza che nel feto. La ricerca conferma che una grave carenza della vitamina può portare ad una ridotta crescita delle ossa nel feto, al rachitismo del nascituro e ad una ridotta mineralizzazione dello scheletro durante l'infanzia.



In genere la produzione principale di vitamina D avviene attraverso la sintesi cutanea in presenza di luce solare, ma assumiamo la vitamina anche attraverso una dieta ricca in particolare di olio di pesce e latticini arricchiti. Tuttavia si è osservato che l'assunzione di alcune fonti alimentari quali fegato, uova cotte e tonno è limitata durante la gravidanza.  Ad oggi esistono pochi dati disponibili sui gruppi alimentari che contribuiscono all'assunzione di vitamina D nelle donne in dolce attesa. A tal proposito il gruppo di ricerca appartenente all'Unità di Ostetricia e Ginecologia, Scuola di medicina e Scienza medica dell'Università di Dublino, ha condotto uno studio per valutare l'assunzione di vitamina D durante la gravidanza, e determinare i principali gruppi alimentari contenenti questo elemento scelti in questa delicata fase della vita di una donna.
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Dai dati si è osservato che in media l'assunzione dell'elemento è inferiore rispetto alle raccomandazioni, si stima che si aggiri intorno all'80% rispetto alle linee guida. Le principali fonti di vitamina D per le donne oggetto dello studio sono state carne, uova e cereali per la colazione. L'olio di pesce che risulta essere la miglior fonte di vitamina è stato consumato da meno del 25% dei soggetti intervistati. In conclusione dai dati ottenuti i ricercatori suggeriscono la necessità di maggiore informazione a riguardo e riaprono la questione supplementazione, in particolare per i paesi dove la luce del sole scarseggia.

 

Fonte: C A McGowan, J Byrne, J Walsh and F M McAuliffe, Insufficient vitamin D intakes among pregnant women, European Journal of Clinical Nutrition (2011) 65, 1076-1078; doi:10.1038/ejcn.2011.110; published online 22 June 2011

A cura di Dott.ssa Lisa Ingrosso

Tecnologo Alimentare e Nutrizionista,

Università di Parma




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