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	<title>Dieta Club</title>
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		<title>Supercibi per mantenersi giovani e in salute</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 09:44:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se dovessimo fare una lista di &#8220;supercibi&#8221; per mantenersi giovani e in salute, dovremmo considerare diversi fattori. Alcune persone pensano che gli alimenti molto ricchi di antiossidanti possano in qualche modo rallentare il processo di invecchiamento, ma a supporto di questa teoria esistono prove scarse derivanti soprattutto da modelli animali. Non limitatevi a scegliere solo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2221" title="dieta1" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Se dovessimo fare una lista di &#8220;supercibi&#8221; per mantenersi giovani e in salute, dovremmo considerare diversi fattori.<br />
Alcune persone pensano che gli alimenti molto ricchi di antiossidanti possano in qualche modo rallentare il processo di invecchiamento, ma a supporto di questa teoria esistono prove scarse derivanti soprattutto da modelli animali. Non limitatevi a scegliere solo alcuni alimenti e a concentrarvi esclusivamente su di essi.<br />
Bisogna evitare le diete del momento solo a base di salmone e bacche di acai. Mangiate molti broccoli, patate dolci, salmone, ceci e pollo di buona qualità. E&#8217; necessario consumare una varietà di cibi salutari che contribuiranno a farvi apparire al meglio e più in forma.<br />
Un altro fattore importante, è consumare alimenti naturali che siano il più vicino possibile al loro stato naturale.<br />
Quindi, invece dei &#8220;supercibi&#8221;, via libera ai cinque alimenti che costituiscono gli elementi chiave della dieta mediterranea.<br />
Lattuga romana, ricca di vitamina A e C, vitamine antiossidanti che contribuiscono a combattere l&#8217;infiammazione. Come del resto anche le altre verdure a foglia di colore verde scuro come broccoli, spinaci, rucola, crescione, scarola e indivia.<br />
Pomodori, ma anche anguria, pompelmo, guava, asparagi e cavolo rosso, i pomodori sono particolarmente ricchi dell&#8217;antiossidante licopene.<br />
Il salmone, come il tonno e le aringhe, è ricco di acidi grassi omega 3, che contrastano l&#8217;infiammazione.<br />
Le lenticchie sono considerate come una delle maggiori fonti proteiche , ricchi di fibre e vitamine antiossidanti; ma anche i fagioli neri e i piselli.<br />
Recenti studi hanno dimostrato che i cereali integrali come la farina d&#8217;avena, il pane integrale, la pasta integrale, il riso integrale, il couscous e la quinoa contribuiscono a ridurre l&#8217;infiammazione. Questi alimenti contengono anche le vitamine del gruppo B, come la tiamina e la riboflavina, anch&#8217;esse importanti per la pelle. Eventuali carenze di queste sostanze possono causare eruzioni cutanee e rendere la pelle squamosa.<br />
Per preservare un bell&#8217;aspetto è necessario mangiare sempre in modo salutare. E&#8217; quindi di fondamentale importanza consumare regolarmente vitamine, nutrienti, fitonutrienti, grassi salutari e proteine. Nel momento in cui non vengono assunte con regolarità le giuste quantità di queste sostanze, non sarete in grado di produrre nuove cellule sane della pelle nel modo in cui dovreste.</p>
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		<title>L’aceto di mele fa dimagrire, attiva il metabolismo e brucia i grassi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 13:56:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra gli alimenti consigliati, considerati veri e prorpri attivatori del metabolismo ci sono i cibi piccanti come il peperoncino, lo zenzero o il curry, che alzano la temperatura corporea, favorendo la termogenesi e aiutano a bruciare i grassi. Altro alleato del metabolismo è l’aceto di mele! Fa dimagrire, attiva il metabolismo e brucia i grassi; [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/dimagrire1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2284" title="dimagrire1" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/dimagrire1.jpg" alt="" width="249" height="255" /></a>Tra gli alimenti consigliati, considerati veri e prorpri attivatori del metabolismo ci sono i cibi piccanti come il peperoncino, lo zenzero o il curry, che alzano la temperatura corporea, favorendo la termogenesi e aiutano a bruciare i grassi.<br />
Altro alleato del metabolismo è l’aceto di mele!<br />
Fa dimagrire, attiva il metabolismo e brucia i grassi; è ottenuto dalla fermentazione del succo delle mele, questo tipo di aceto è consigliato in tutte le diete dimagranti e, in generale, nell’alimentazione quotidiana, perché ricco di vitamine e benefici.<br />
Nel metabolismo degli acidi grassi svolge un ruolo importante, in quanto ritenuto stimolatore del metabolismo dei grassi. L&#8217;aceto di mele interviene attaccando le membrane delle cellule lipidiche e favorendo l&#8217;ossidazione dei lipidi e la loro eliminazione.<br />
In commercio esistono anche i cosiddetti integratori termogenici che vengono assunti proprio per stimolare il metabolismo, ma bisogna fare attenzione alle controindicazioni prima di assumerli.<br />
Inoltre l’aceto di mele non fa solo dimagrire. I suoi benefici sono numerosi: è ricco di pectina e di vitamine come la C, la A e la B1. Ha anche un’alta percentuale di potassio e contiene fosforo e calcio, quindi fa bene alla memoria e alle ossa. E non solo è in grado anche di rafforzare il sistema immunitario e disintossica il fegato.<br />
L’aceto di mele è un valido aiuto nelle diete dimagranti perché aiuta a bruciare le calorie, migliora il metabolismo e smorza l’appetito. Blocca il proliferare delle cellule di grasso e distrugge gli accumuli adiposi facendo recuperare il proprio peso forma. Usare l’aceto di mele per condire insalate e verdure non può che farci bene&#8230;quindi via libera!</p>
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		<title>Chi mangia male e fa poco sport mette a rischio il rendimento lavorativo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2012 14:01:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alimentazione e rendimento lavorativo sono legati tra loro. Una ricerca testimonia che in caso di dieta sana, anche il rendimento sul lavoro ne trae giovamento. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo in evidenza il legame tra produttività professionale e regime alimentare, sottolineando che mangiare in modo sano e corretto permette di essere più efficienti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/pranzo-di-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2305" title="pranzo-di-lavoro" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/pranzo-di-lavoro-390x178.jpg" alt="" width="390" height="178" /></a>Alimentazione e rendimento lavorativo sono legati tra loro. Una ricerca testimonia che in caso di dieta sana, anche il rendimento sul lavoro ne trae giovamento. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo in evidenza il legame tra produttività professionale e regime alimentare, sottolineando che mangiare in modo sano e corretto permette di essere più efficienti sul lavoro.<br />
Spesso infatti quando si è stressati o annoiati sembrerebbe che certi alimenti più di altri possono dare un senso di benessere, ma si tratta solo di un piacere momentaneo e quando il livello di stress è alto un cioccolatino oppure uno snack salato possono essere i nostri principali tentatori.<br />
La noia, come lo stress, è un nemico della nostra linea e della salute; un vizio ogni tanto non fa male, ma se si esagera il rischio obesità è dietro l&#8217;angolo.<br />
Mangiare in modo scorretto e non sano, consumare alcolici, fumare e non praticare uno sport, costituiscono una serie di cattive abitudini pronte ad intaccare l’efficienza professionale del lavoratore. Una dieta ricca di cereali integrali, frutta e verdura, e praticare attività fisica, fa bene allo stato di salute generale del soggetto,  e giova tantissimo anche al suo rendimento sul luogo di lavoro.<br />
Da uno studio è emerso che i lavoratori poco inclini a seguire un regime alimentare sano, hanno il 66% di probabilità in più di essere meno efficienti in ufficio. Indubbiamente, oltre a una dieta sregolata e a una scarsa o addirittura assente attività fisica, ci sono diversi fattori che possono danneggiare la produttività di un dipendente.<br />
Il legame tra alimentazione, attività fisica, salute e livello produttivo, è la principale causa del numero di lavoratori in sovrappeso. Infatti, la perdita di produttività dei dipendenti è strettamente legata  a un basso livello di benessere, che spesso risiede in una cattiva alimentazione o in malattie croniche.<br />
Altro discorso andrebbe poi fatto riguardo il lavoro a turni che si ripercuote spesso sull&#8217;alimentazione dei lavoratori e può provocare problemi di salute.<br />
Chi presta lavoro notturno o a turni si espone a rischi per la salute, le cui ripercussioni si manifestano dopo alcuni anni. I lavoratori possono ridurre questo rischio modificando le loro pause ed abitudini alimentari. Con adeguati periodi di riposo e una corretta alimentazione si mantiene la concentrazione e la capacità produttiva, due presupposti importanti per la prevenzione di infortuni.<br />
Dieta bilanciata ed esercizio fisico aiutano non solo a restare in forma, ma incidono anche sul comportamento e sul rendimento lavorativo.</p>
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		<title>Vitamina B12: gli alimenti dove è possibile trovarla e perchè è così importante</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 14:20:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vitamina B12, altrimenti conosciuta come cobalamina, è una sostanza molto importante, presente in vari alimenti, e conosciuta da diversi anni. Infatti, la sua struttura è stata resa nota nel 1956 circa, in seguito a delle ricerche condotte sull’anemia perniciosa. Quest’ultima è causata, appunto, da un ridotto assorbimento della vitamina B12, con conseguente alterazione della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/stanca.jpg"><img class="size-medium wp-image-2207 alignleft" title="stanca" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/stanca-273x300.jpg" alt="" width="273" height="300" /></a>La vitamina B12, altrimenti conosciuta come cobalamina, è una sostanza molto importante, presente in vari alimenti, e conosciuta da diversi anni. Infatti, la sua struttura è stata resa nota nel 1956 circa, in seguito a delle ricerche condotte sull’anemia perniciosa. Quest’ultima è causata, appunto, da un ridotto assorbimento della vitamina B12, con conseguente alterazione della maturazione degli eritrociti. Il problema di un’alimentazione priva o quasi di cobalamina, come ad esempio quella vegana, è sempre argomento di dibattito proprio per i disturbi che ciò causa. Infatti, associata all’anemia si ha la comparsa di stanchezza e perdita della memoria, oltre che disturbi a livello cognitivo. Perché la mancanza di carne in questo tipo di alimentazione non permette l’introduzione e l’assorbimento del giusto fabbisogno giornaliero di questa sostanza indispensabile per la salute.<br />
Gli alimenti che contengono vitamina B12 sono soprattutto quelli di origine animale. La carne è quello che ne contiene la maggiore quantità, con al primo posto il fegato di ovino, seguono altri tipi di carne come il vitello, l’oca, il pollo, il tacchino, ma anche pesci come lo sgombro e il salmone, il polpo, e mitili come cozze e ostriche. Altri alimenti che contengono cobalamina (in concentrazioni molto inferiori rispetto alla carne), che derivano da quelli di origine animale, e che di solito si trovano anche nella dieta vegana, sono le uova (di gallina, di oca, di anatra), i formaggi (il parmigiano, la caciotta, la scamorza, la mozzarella di bufala, il provolone, il pecorino, e tanti altri), ma anche il latte, lo yogurt (che ne contengono solo tracce). Ecco perché<br />
gli esperti continuano a sottolineare quanto possa essere pericoloso seguire una certa alimentazione carente di determinati cibi. Gli ultimi elencati sopra sono veramente carenti di vitamina b12, non riuscendo sicuramente a raggiungere le concentrazioni ideali giornaliere.<br />
Ci sono tuttavia svariati modi per introdurla nel nostro organismo, attraverso la dieta e mediante gli integratori. La vitamina B12, infatti, non viene prodotta né dalle piante né dagli animali, quindi l’unico modo è assumerla dall’esterno per sfruttarne le sue importanti proprietà utili al corpo. Infatti, la cobalamina viene prodotta da microrganismi che si trovano in natura, che vengono assunti dagli animali sia mediante i vegetali che attraverso l’acqua. Alla fine di questa catena si arriva all’uomo che nutrendosi di questi animali riesce ad assumere la vitamina. È importantissima per il metabolismo cellulare, in particolar modo per le cellule del sangue e del sistema nervoso. Ecco perché una sua carenza causa dei gravi problemi di anemia (macrocitica o megaloblastica, cioè dei globuli rossi di dimensioni troppo elevate). Inoltre concentrazioni troppo basse causano l’accumulo di un amminoacido, l’omocisteina, sia a livello nervoso che vascolare, che svolge un’azione tossica con la conseguente possibilità di insorgenza di attacchi cardiaci, ictus trombotici e trombosi vascolari. Tra i sintomi spia di una carenza di vitamina B12 i primi sono sicuramente la fatica, la stanchezza, la difficoltà a camminare, la balbuzie, l’ansia, una maggiore sensibilità al freddo, la cefalea, le vertigini, le palpitazioni e la difficoltà a respirare. Riconosciuto il problema, e la tempestività della diagnosi possono risolvere in particolar modo i problemi a livello del sangue, e quindi dell’anemia, mentre quelli a<br />
livello del sistema nervoso, purtroppo (se non si agisce nel minor tempo possibile), saranno irreversibili. Per evitare tutti questi gravi problemi occorre fare attenzione alla propria dieta e seguire un&#8217;alimentazione bilanciata senza la carenza di determinati cibi.</p>
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		<title>L&#8217;importante per la dieta? I 5 pasti al giorno</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 10:49:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare di dieta non vuol dire sempre arrivare a togliere cibi e a ridurre le quantità assunte nella giornata, e infatti in questo caso vogliamo ricordare che mangiare più volte nella giornata, senza trascurare anche lo spuntino della mattina e quello del pomeriggio arrivando a 5 pasti al giorno, sia sempre una buona abitudine soprattutto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2221" title="dieta1" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Parlare di dieta non vuol dire sempre arrivare a togliere cibi e a ridurre le quantità assunte nella giornata, e infatti in questo caso vogliamo ricordare che mangiare più volte nella giornata, senza trascurare anche lo spuntino della mattina e quello del pomeriggio arrivando a <strong>5 pasti al giorno</strong>, sia sempre una buona abitudine soprattutto per portare avanti una dieta equilibrata.<br />
Ovviamente facendolo nel modo giusto! Quindi la famosa <strong>merenda</strong> non deve rimanere associata solo ai bambini, per i quali rimane comunque una regola importantissima e indispensabile ogni giorno, ma anche agli adulti. Infatti, secondo molte ricerche svolte si è visto che, <strong>consumare la stessa dieta, ma distribuita in 5 pasti, porta meno colesterolo, glicemia e insulina più basse, un minor rischio di malattie cardiovascolari e un minore peso corporeo</strong>. Lo spuntino di metà mattina spesso trascurato o poco considerato può essere invece molto importante soprattutto perchè si rischia di arrivare all’ora di pranzo stanchi, nervosi e affamati trangugiando una quantità di cibo eccessiva e di qualità inadeguata. Lo spuntino di metà mattina, non deve essere eccessivo per evitare di arrivare al pranzo con meno appetito, ma è utile per un miglior rendimento sia fisico che psichico nelle ultime ore della mattinata. Quello di metà pomeriggio è ancora più importante e deve servire per allontanare quella spasmodica ricerca di cibo quando si rientra a casa prima di cena o la voglia di un dolce la sera.<br />
Non si deve dimenticare, che la quantità di nutrienti e di energia deve essere sempre proporzionata alla quantità di movimento che si compie.<br />
Dolce o salato? Bisogna abituarsi ad <strong>alternare spuntini dolci e salati</strong> per evitare di introdurre troppi zuccheri o troppo sale nel corso della settimana. Via libera, quindi, alle merende soffici, ma senza dimenticare quelle più consistenti, ricordandosi che un alimento che deve essere masticato a lungo viene in quel modo predisposto ad una più agevole digestione. Inoltre c’è anche un altro fattore che incide: masticare di più allunga il tempo che impieghiamo per mangiare, il che aiuta ad avvertire precocemente i segnali fisiologici della <strong>sazietà</strong>.</p>
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		<title>Cellulite: evitare i fai da te e le diete drastiche</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:32:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si associa spesso come soluzione al problema della cellulite quella di seguire una dieta ferrea. Ma servirà? La risposta è chiaramente negativa. La cellulite infatti è una vera e propria patologia, che dipende da fattori genetici e dalla costituzione; è più facilmente a rischio cellulite, chi ha una mamma con lo stesso problema e chi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2010/03/2987856516_0721477c5a_m.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1526" title="2987856516_0721477c5a_m" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2010/03/2987856516_0721477c5a_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Si associa spesso come soluzione al problema della <strong>cellulite</strong> quella di seguire una <strong>dieta ferrea</strong>. Ma servirà? La risposta è chiaramente negativa. La <strong>cellulite</strong> infatti è una <strong>vera e propria patologia</strong>, che dipende da fattori genetici e dalla costituzione; è più facilmente a rischio cellulite, chi ha una mamma con lo stesso problema e chi ha una costituzione, solitamente definita “mediterranea”, caratterizzata da fianchi pronunciati. La cellulite è primariamente legata a problemi di circolazione sanguigna e di ritenzione idrica, ecco perché seguire una dieta, seppur rigida che sia, da sola non porterebbe ad alcun risultato.</p>
<p>Questa patologia è nota scientificamente con il nome Panniculopatia Edemo-Fibro-Sclerotica, si tratta di un complicato sistema di alterazione delle cellule della pelle, che si traduce in un aumento del volume delle cellule adipose e del conseguente accumulo di liquidi negli spazi presenti tra una cellula e l’altra.<br />
Essendo la cellulite una vera e propria patologia, non deve essere sottovalutata e non deve essere vista soltanto come un problema di tipo estetico. Esistono infatti medici specialisti che possono aiutare a comprendere nel caso specifico dove e come sia meglio intervenire.</p>
<p><strong>Diversi sono i fattori che possono influire: gli ormoni, la postura, il livello di sedentarietà e l’alimentazione</strong>. Questo non significa però che il sovrappeso sia la causa diretta della cellulite, perché si tratta di un problema che colpisce anche le persone più magre. Ecco perché diete ipocaloriche non sono in grado di garantire una soluzione efficace al problema, ma anzi spesso rischiano di peggiorare la patologia.<br />
Ci sono metodi specifici e individuali per combatterla e solo il consiglio di uno specialista può essere considerato efficace. Sicuramente per cercare di rimediare al problema aiuta praticare sport e fare trattamenti mirati, inoltre seguire una dieta corretta, non necessariamente ipocalorica.</p>
<p>A questo proposito una dieta ipocalorica drastica può diminuire anche il volume muscolare, cioè i tessuti cutanei si afflosciano se il muscolo sottostante non li sostiene. Si deve quindi cominciare misurando massa grassa e magra grazie ad uno strumento apposito, l’adipometro che è un apparecchio ecografico particolare che scannerizza i tessuti muscolari ed il grasso.</p>
<p><strong>La dieta che viene generalmente prescritta è una dieta proteica</strong>, in grado di mantenere il giusto apporto di calorie. Non va mai dimenticata l’attività fisica che svolge un ruolo cruciale per il nostro benessere psico-fisico. Per chi in questo periodo può permettersi di investire soldi nella cura del proprio corpo, sono consigliati anche trattamenti con macchinari specifici, in media una volta alla settimana, che possono dare risultati visibili già dopo il primo mese.<br />
In vista dell’estate e della tanto temuta prova costume, è bene iniziare subito a prendere precauzioni!</p>
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		<title>Prevenire l&#8217;Alzheimer con la dieta mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 14:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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		<category><![CDATA[problemi di memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella dieta mediterranea, gli alimenti sono ricchi di composti antiossidanti capaci di ridurre il rischio di deficit cognitivo e demenza. I dati dello studio, illustrati dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, spiegano che se l&#8217;olio d&#8217;oliva migliora la memoria a breve termine, il caffè aiuta quella a lungo termine facendo fermare i ricordi. Nei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2009/02/olio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-512" title="olio extravergine di oliva (Fotoprint)" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2009/02/olio.jpg" alt="" width="389" height="230" /></a>Nella <strong>dieta mediterranea</strong>, gli alimenti sono ricchi di composti <strong>antiossidanti </strong>capaci di <strong>ridurre il rischio di deficit cognitivo e demenza.</strong><br />
I dati dello studio, illustrati dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, spiegano che se <strong>l&#8217;olio d&#8217;oliva migliora la memoria</strong> a breve termine, il caffè aiuta quella a lungo termine facendo fermare i ricordi.<br />
Nei test di misurazione delle funzioni cognitive, le noci aumentano la memoria di lavoro e consentono un migliore risultato.<br />
Inoltre uno studio spagnolo – condotto presso l’università di Barcellona – ha approfondito l&#8217; analisi del <strong>rapporto tra alimentazione e malattie degenerative del cervello</strong>.<br />
Allo studio hanno partecipato ricercatori universitari, medici ospedalieri, medici di base, nutrizionisti ed epidemiologi impegnati professionalmente in varie istituzioni pubbliche. Il comune progetto era quello di monitorare gli effetti della dieta Mediterranea sulla prevenzione primaria delle patologie cardiovascolari.</p>
<p>I risultati della ricerca scientifica, pubblicati sul ”Journal Alzheimer Deseases”, dimostrano che una dieta sana, condotta nel rispetto dei principi propri della <strong>dieta mediterranea, è capace di  ridurre sensibilmente il rischio di deficit cognitivi e di Alzheimer</strong>. Inoltre l’alimentazione mediterranea si è dimostrata in grado di potenziare memoria e capacità cerebrali in generale.<br />
Alcuni cibi sono risultati associati a una migliore funzionalità cognitiva. Bastano infatti un paio di cucchiai di <strong>olio di oliva</strong> al giorno per migliorare la memoria verbale e quella a lungo termine; <strong>due /tre tazzine di caffè </strong>al giorno per avere un incremento della capacita’ di immagazzinare ricordi nel lungo periodo; un pugno di <strong>noci, nocciole o altra frutta secca</strong> <strong>migliorano la memoria</strong> di lavoro.<br />
Una prevenzione basata sulla dieta potrebbe rappresentare un sistema naturale e proficuo per ridurre l’incidenza delle malattie degenerative del cervello. In Italia tali patologie interessano attualmente un numero importante di persone e hanno un costo sociale non trascurabile.<br />
L’Alzheimer  nel nostro Paese riguarda oltre il 3.5% della popolazione, statistiche alla mano se ne preve un numero di casi attesi annui pari a 500 mila.</p>
<p>Mangiare bene per una prevenzione efficace e duratura. Ed il segreto è negli alimenti.<br />
Per rallentare il decadimento della memoria, in particolare a chi si avvicina alla fase senile della vita, bisogna ridurre le calorie quotidiane e modificare la dieta, limitando gli alimenti sazianti ma troppo grassi e preferendo quelli vegetali. Di solito i soggetti che assumono più calorie del necessario sono anche coloro che mangiano più volentieri cibi ricchi di carboidrati, zuccheri e lipidi, sostanze notoriamente dannose per l&#8217;equilibrio fisico e mentale.</p>
<p>Questo tipo di alimentazione nuoce sia dal punto di vista del metabolismo sia per la scarsa qualità dei nutrienti che fornisce all&#8217;organismo. I grassi di una dieta ipercalorica sono prevalentemente di origine animale o provengono da lavorazioni industriali, finendo nel rivestimento delle cellule cerebrali e boicottandone il regolare funzionamento.  Anche l&#8217;eccesso di zuccheri incide sulla circolazione sanguigna e rallenta e limita l&#8217;irrorazione di molte aree cerebrali, ipotecandone la normale attività e limitando l&#8217;espressione delle funzioni cognitive.<br />
Nemmeno i più giovani sarebbero esenti dagli influssi negativi di una cattiva alimentazione sulla memoria che può perdere colpi a qualunque età.</p>
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		<title>Dieta mediterranea: alimenti afrodisiaci ricchi di antiossidanti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 07:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dieta mediterranea è una delle diete più complete in assoluto che permette riducendo le porzioni ed abbinando un pò di movimento di perdere i chili di troppo senza stress. Il dimagrimento è graduale, 2 o 3 chili al mese, ma duraturo quindi niente effetti lampo, ma in compenso peso forma a vita, corretto stile [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2009/07/piramide-alimentare-dieta-mediterranea.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-979" title="piramide-alimentare-dieta-mediterranea" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2009/07/piramide-alimentare-dieta-mediterranea-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>La <strong>dieta mediterranea</strong> è una delle diete più complete in assoluto che permette riducendo le porzioni ed abbinando un pò di movimento di perdere i chili di troppo senza stress.<br />
Il <strong>dimagrimento è graduale</strong>, 2 o 3 chili al mese, ma duraturo quindi niente effetti lampo, ma in compenso peso forma a vita, corretto stile di vita e nessuna rinuncia in particolare. Inoltre si deve anche considerare un aspetto &#8220;nuovo&#8221; e alquanto curioso della dieta mediterranea.<br />
<strong>La dieta mediterranea è un afrodisiaco</strong>. L&#8217;indicazione e&#8217; emersa al Convegno Medicina della Riproduzione, a Abano terme, dove Katherine Esposito, dell&#8217; Universita&#8217; di Napoli, ha sottolineato che la cucina mediterranea, favorendo il benessere generale, &#8220;<strong>può concorrere a una buona vita sessuale</strong>: le <strong>proprietà antiossidanti dei cibi</strong> hanno effetti benefici sulla salute delle arterie e, quindi, sulle prestazioni sessuali. Questa dieta &#8211; ha spiegato Esposito &#8211; è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca, verdure, pesce, latticini, carne, e molti condimenti e spezie, accompagnati da vino o infusi&#8221;.<br />
<strong>La dieta mediterranea è anche un elisir di lunga vita</strong>: &#8220;Attualmente &#8211; ha detto Esposito &#8211; l&#8217;Italia è al decimo posto nella graduatoria dell&#8217;aspettativa di vita alla nascita (81,77 anni). Un&#8217;analisi ha valutato i dati di oltre un milione e mezzo di persone in vari Paesi del mondo seguite fino a un massimo di 18 anni: coloro che aderivano in maniera più corretta a <strong>un&#8217;alimentazione basata sui principi della dieta mediterranea</strong> &#8211; ha sottolineato &#8211; presentavano una <strong>riduzione significativa della mortalità generale </strong>e di quella dovuta a cancro e malattie cardiovascolari nella misura del 10%&#8221;.<br />
Dai lavori è emerso anche come l’effetto di moltissime sostanze, potenzialmente dannose per la nostra salute e per l’ambiente, siano ancora poco conosciuto, dagli additivi alimentari ai composti chimici presenti in prodotti che usiamo quotidianamente (dentifrici, saponi, detersivi, yogurt, cibi in scatola) il cui consumo costante può contribuire all’insorgere di asma, reazioni allergiche, disturbi gastrici e squilibri al sistema ormonale. Si tratta, infatti, di sostanze considerate sino ad oggi solo “potenzialmente” pericolose.<br />
Come ha osservato Andrea Lenzi, andrologo de La Sapienza, il colore acceso dei gamberetti è un colorante chimico, l’insalata in buste rappresenta un rischio perché la confezione di plastica rilascia sull’alimento delle sostanze che hanno un’azione anti-androgenica. Sotto la lente anche deodoranti, shampoo, bagnoschiuma, e ammorbidenti, che spesso contengono composti chimici usati come conservanti, ma potenzialmente cancerogeni.</p>
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		<title>Fame nervosa: ecco cosa fare.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calorie dolci]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo passo per risolvere il problema è imparare a conoscerlo, individuando i meccanismi che si nascondono dietro la fame nervosa. Molti hanno sperimentato questa sensazione, per esempio nel tardo pomeriggio o nelle ore serali, per non parlare poi per le donne, dei giorni che precedono l’arrivo del ciclo mestruale. E spesso ci chiediamo come [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2221" title="dieta1" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/07/dieta1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il primo passo per risolvere il problema è imparare a conoscerlo,<strong> individuando i meccanismi che si nascondono dietro la fame nervosa</strong>. Molti hanno sperimentato questa sensazione, per esempio nel tardo pomeriggio o nelle ore serali, per non parlare poi per le donne, dei giorni che precedono l’arrivo del ciclo mestruale. E spesso ci chiediamo come sia possibile porvi rimedio senza rischiare il sovrappeso.</p>
<p>Le situazioni che più spesso spingono alla ricerca di cibo possono essere: un calo di zuccheri, la carenza di vitamine e minerali, oppure una dieta a basso apporto calorico, ma anche una buona dose di noia.<br />
Il primo obiettivo dovrebbe essere quello di <strong>abbassare l’indice glicemico dei pasti</strong> per regolarizzare la produzione di insulina, evitando che un eccessivo rilascio di questo ormone faccia cadere la glicemia a livelli bassissimi, cosa che porterebbe di nuovo alla ricerca di cibo. Per farlo, basta preferire durante i pasti principali i cereali e i derivati integrali, e aggiungere una fonte proteica come legumi, carne, pesce, uova o yogurt.<br />
Il secondo obiettivo è quello di <strong>evitare carenze di vitamine e minerali</strong>, mangiando frutta e verdura di stagione in abbondanza.<br />
E per finire, è importante fare una colazione ricca e nutriente, per dare il segnale di energia massima al corpo e ne gioverà anche il senso di fame, che verrà regolato per tutta la giornata.<br />
Ci sono poi abitudini che sarebbe meglio evitare, perchè non aiutano a tenere sotto controllo il senso di fame. Evitare quindi caramelle, dolcetti ricchi di zucchero, prodotti da forno realizzati con farine private della fibra naturalmente presente nei chicchi dei cereali non raffinati, fast-food. Sono loro i principali responsabili di picchi glicemici che portano al continuo desiderio di cibo.</p>
<p><strong>Via libera invece allo snack che non provoca picchi di glicemia</strong>. Preparato con ingredienti genuini e non raffinati, è in grado di aumentare il senso di sazietà. Sì alla frutta di stagione, che fornisce circa 60-90 kcal, o uno yogurt, che se magro apporta solo 36 kcal per 100 g. Oppure, potrebbe essere anche una barretta di fiocchi di cereali integrali.<br />
Inoltre sarebbe meglio limitare al minimo il consumo di sale e condimenti grassi. E&#8217; possibile non utilizzare sale aggiungendo spezie ai piatti e ridurre l’impiego di condimenti ad alto contenuto calorico, come olio e burro, che se in quantità eccessiva favoriscono il sovrappeso. Inoltre, le spezie sono ricche di vitamine e sali minerali come calcio, potassio, magnesio e manganese, tutti necessari per regolarizzare il metabolismo e placare la fame nervosa.<br />
Le spezie sono anche stimolanti del metabolismo, digestive, e hanno una funzione disintossicante per l’organismo. Per potenziare la loro azione anti fame nervosa e mantenere attivo il metabolismo è possibile anche coinvolgere i semi oleosi come i semi di girasole e di zucca che contengono elementi nutritivi<br />
preziosi, primi tra tutti gli acidi grassi insaturi e polinsaturi, sostanze dall’elevato potere saziante che svolgono un’azione protettiva per l’intero organismo limitando il tasso di colesterolo nel sangue e contribuendo così a ridurre il rischio di problemi cardiocircolatori.<br />
E per finire qualcosa di dolce!Un vasetto di yogurt intero bianco naturale con un cucchiaino di semi di girasole e uno di semi di zucca, da dolcificare con un cucchiaino di miele. E&#8217; decisamente saziante, inoltre regolarizza l’intestino, mantiene attivo il metabolismo e riduce il colesterolo.</p>
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		<title>Come bruciare più calorie: consigli e piccoli trucchi.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bruciare calorie]]></category>
		<category><![CDATA[metabolismo]]></category>
		<category><![CDATA[peso forma]]></category>
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		<description><![CDATA[Normalmente il nostro organismo brucia calorie per fornire energia per tre scopi principali. Il primo è il metabolismo basale (BMR), cioè la quantità di calorie che si bruciano solo per &#8220;essere vivi&#8221;, anche quando si sta fermi senza fare niente. Il metabolismo basale è circa il 60% delle calorie bruciate dall&#8217;individuo. Il secondo scopo è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/dimagrire1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2284 alignleft" title="dimagrire1" src="http://dietaclub.quotidiano.net/wp-content/uploads/2011/08/dimagrire1.jpg" alt="" width="249" height="255" /></a>Normalmente il nostro organismo brucia calorie per fornire energia per tre scopi principali. Il primo è il <strong>metabolismo basale</strong> (BMR), cioè la quantità di calorie che si bruciano solo per &#8220;essere vivi&#8221;, anche quando si sta fermi senza fare niente. Il metabolismo basale è circa il 60% delle calorie bruciate dall&#8217;individuo.<br />
Il secondo scopo è <strong>bruciare calorie</strong> per attività, in pratica l&#8217;energia utilizzata durante i movimenti, come fare le pulizie di casa o una camminata. Questo è il 30% circa delle calorie bruciate dall&#8217;individuo medio.<br />
L&#8217;ultimo scopo è la termogenesi, quindi la produzione di calore indotta dal cibo. In pratica le calorie bruciate nel processo dell&#8217;ingerire, digerire, assorbimento e utilizzo dei cibi.<br />
Per aiutare e accelerare il metabolismo possiamo intervenire con piccoli accorgimenti.<br />
Aumentando la quantità di massa muscolare, per ogni mezzo chilo in più il vostro corpo deve utlizzare altre 50 calorie extra al giorno. In uno studio recente i ricercatori hanno riscontrato che un esercizio fisico regolare con i pesi fa schizzare il metabolismo basale addirittura del 15%. Questo perchè il muscolo è metabolicamente attivo e brucia più calorie che qualunque altro tessuto del corpo.<br />
Tutto questo ci porta ad un ulteriore &#8220;trucco&#8221; per bruciare calorie e cioè lo stare sempre in movimento. Oltre a farci bruciare più calorie contribuendo a <strong>regolarizzare il peso corporeo</strong>, uno stile di vita attivo permette di ottenere notevoli benefici anche quando l&#8217;ago della bilancia non ne vuole proprio sapere di spostarsi verso sinistra. Quindi sì al cucinare, fare giardinaggio, shopping itinerante, salire e scendere scale, oltre ovviamente al normale esercizio fisico da palestra o attività sportiva, ricordando che un&#8217;intensa attività fisica ti fa bruciare calorie per le ore seguenti.<br />
Si può inoltre aiutare il metabolismo mangiando <strong>cibo piccante</strong>, perchè le <strong>spezie </strong>possono aumentare il metabolismo del 50% per le 3 ore successive all&#8217;ingestione di cibo piccante, ed anche le bevande contenenti caffeina e il <strong>tè verde</strong> stimolano il metabolismo.<br />
Ci sono poi due motivi per cui la frequenza dei pasti può avere effetti sul metabolismo.<br />
Prima cosa i livelli degli ormoni tiroidei iniziano a calare dopo ore dal pasto e il metabolismo quindi rallenta. Secondo, l&#8217;effetto termogenico dell&#8217;ingerire molti piccoli pasti è più alto che ingerire le calorie tutte in una volta, potete quindi scegliere di fare pasti piccoli e regolari.<br />
Infine anche la natura ci viene in aiuto, infatti esistono sostanze naturali utili per migliorare il metabolismo o per facilitare il consumo di calorie, come fucus, citrus aurantium, guaranà, tè verde.</p>
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